Giugno 9, 2007 di openspacetk
Da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto, in teoria anche quando si dorme, ci sono regole fatte per essere rispettate.
Da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto, in teoria anche quando si dorme, ci sono regole fatte per essere rispettate. Fermarsi davanti alle strisce non è reato ma è un dovere parallelo al diritto del passante di attraversare restando incolume.
Se la teoria è questa, perché non accade? Perché chi rispetta il codice della strada viene ringraziato? Non so rispondere ma ritengo che sia strano… Ovviamente le regole non sono solo quelle…
Però un dubbio permane: sostare in doppia fila permette di raggiungere o di allontanarsi dall’efficienza?
PS. Considerando le ultime novità in materia di sicurezza, una domanda: il parcheggiatore abusivo è veramente così pericoloso? Sinceramente, ad alcuni di loro, conferirei lauree in Economia, Ingegneria e persino Architettura in quanto riescono a moltiplicare gli spazi disponibili offrendo un servizio enorme a tutti coloro i quali vivono in città e non hanno voglia di perdere ore ed ore delle proprie vite alla ricerca di posti inesistenti…
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Giugno 5, 2007 di openspacetk
L’espressione inglese copyleft, gioco di parole su copyright, individua un modello alternativo di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione pura e originaria del copyleft (cioè quella riferita all’ambito informatico) la condizione principale obbliga i fruitori dell’opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all’opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti.
L’espressione copyleft, in un senso non strettamente tecnico-giuridico, può anche indicare generalmente il movimento culturale che si è sviluppato sull’onda di questa nuova prassi in risposta all’irrigidirsi del modello tradizionale di copyright.
Esempi di licenze copyleft per il software sono la GNU GPL e la GNU LGPL, per altri ambiti le licenze Creative Commons (più propriamente con la clausola share alike) oppure la stessa licenza GNU FDL usata per Wikipedia.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla fonte: Wikipedia
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Maggio 23, 2007 di openspacetk

Sono passati 15 anni. Ne avevo 9 e non sapevo come andasse il mondo tantomeno cosa volessi fare da grande, stavo chiarendomi l’idea di bene e male e tutto accadde, purtroppo.
Non conoscevo, non mi interessavo ma rimasi colpito nello scoprire che la vita umana non vale nulla. Che chiunque può privarci della vita e degli affetti per qualsiasi ragione e in maniera brutale.
600 kg di tritolo decisero direttamente della vita di Giovanni Falcone, moglie e scorta; indirettamente delle famiglie degli interessati e in maniera indotta anche di me. Nel mio caso decisero di farmi stare dalla parte giusta, dalla parte di chi non c’era più ma che invece avrebbe dovuto continuare a vivere per continuare quell’opera di miglioramento in favore della Sicilia e dell’Italia. Di chi era sul punto di risolvere la questione meridionale – diciamoci la verità, la mafia è una causa concreta che può spiegare quasi totalmente il problema – e invece fu fermato.
L’esplosione produsse una presa di coscienza che, a quindici anni di distanza, può dirsi concreta ma ancora incipiente. Tutti, a partire dalla classe dirigente – spesso troppo lontana dalla legalità e dal fornire il buon esempio – abbiamo il diritto dovere di vivere in una società migliore nella quale i diritti non diventino favori e nella quale, per fare un esempio, entrare nella cabina elettorale significa esprimere un voto LIBERO e non un voto di scambio (testimoniato recentemente dalle fotografie scattate con gli ultimi modelli di cellulari che testimoniavano il rispetto del patto e sancivano l’alienazione del telefono al votante).
Ancora oggi, percorrendo l’autostrada provo un brivido che mi induce a rallentare per ricordare il mio trauma infantile dal quale però è nato un uomo un pò più “OPEN”. Percorrere l’autostrada di sera è tristemente emozionante quando arrivando vicino allo svincolo di Capaci il casolare dal quale è stato premuto il pulsante che ha deciso di tutte queste vite, anche quella di ognuno di noi, sul quale campeggia la scritta NO MAFIA si colora di rosso, il colore di quel sangue che ha scritto troppe pagine della Sicilia
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Maggio 9, 2007 di openspacetk
La questione è relativa alla conoscenza e alla condivisione. Il motivo per cui mi soffermo su tali argomenti è connessa anche ai miei studi economici. Quotidianamente sentiamo parlare di competitività in termini di problema e ne sentiamo parlare in termini economici.
Ma siamo sicuri che l’economia ci insegni la competizione? Siamo erti che la condivisione sia respinta dall’economia?
Sarà poco elegante ma vorrei ritornare su alcune considerazioni abbozzate in alcuni messaggi precedenti.
La questione è relativa alla conoscenza e alla condivisione. Il motivo per cui mi soffermo su tali argomenti è connessa anche ai miei studi economici. Quotidianamente sentiamo parlare di competitività in termini di problema e ne sentiamo parlare in termini economici.
Ma siamo sicuri che l’economia ci insegni la competizione? Siamo erti che la condivisione sia respinta dall’economia? La mia attuale convinzione è che si sia creata confusione intorno a tali questioni e si sia perso di vista un principio basilare per l’economia: specializzazione e divisione del lavoro che, a mio modo di vedere hanno reso grandi gli uomini.
Ma se l’economia ci insegna a specializzarci e a dividere i compiti della società in base a desideri e possibilità propri, che c’entra la competizione? Non sarebbe più giusto in questo caso parlare di cooperazione e condivisione? Infatti, ogni individuo sa fare qualcosa che noi non siamo in grado di compiere e per tale motivo il lavoro altrui ci è indispensabile per poter, a nostra volta, specializzarci in ambiti utili per altri. Certamente la cooperazione e condivisione dovrebbero prevedere la gratuità
della controprestazione ma ci troviamo in economie (quasi) di mercato che hanno elevato la moneta ad unità di misura e mezzo di pagamento insieme quindi non possiamo esimerci dalla previsione della controprestazione in moneta.
Malgrado questa divagazione spero che il punto della mia considerazione sia chiaro e condivisibile, appunto. Ciò che mi preme ribadire è che l’economia sta diventando quasi un capro espiatorio attraverso il quale evidenziare i problemi delle società moderne ma le vere cause sono altre…per l’Italia, ad esempio, il famoso problema della competitività è di tipo strutturale e di conseguenza politico ovvero i policy makers, termine nel quale vengono racchiuse le classi dirigenti quindi politici, burocrati, lobby ed altro, hanno spesso mal considerato le priorità del paese pilotando l’attenzione dell’opinione pubblica su ben altro e non sulla vera verità, come sta avvenendo in questo tumultuoso contesto politico.
In estrema sintesi…sono convinto che l’economia spinga alla condivisione, la competizione è altro!
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Maggio 9, 2007 di openspacetk
Ce lo siamo chiesti tutti forse, almeno una volta nella vita. Chi di noi è riuscito a rispondere qualcosa di diverso rispetto alla frase:”un modo per rubare?”.
In questo libro+dvd si prova a fornire delle risposte, delle citazioni, degli spunti utili a farsi un’idea…
Ho letto il libro, non ho visto il dvd ma posterò un commento appena lo avrò fatto. Se qualcuno lo avesse letto/visto dica la sua…grazie

«Abbiamo bisogno di ritrovare la passione per la politica. di riscoprirne la bellezza, e insieme il suo essere strumento più alto e nobile di cui gli uomini concretamente dispongono per tracciare il loro cammino, se saranno capaci di restituirle la saggezza, il pudore e il senso di giustizia di cui parlava Platone. Abbiamo bisogno di stare con i piedi ben piantati in terra, e insieme di tornare e a sognare, anche quel che sembra impossibile, irraggiungibile. Quel che sembra utopia» Walter Veltroni.
La trascrizione della lezione tenuta da Walter Veltroni e pubblicata in un libro + dvd è disponibile qui !
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Maggio 5, 2007 di openspacetk

Inauguro questa nuova sezione del blog con molto piacere in onore di un posto meraviglioso in provincia di Viterbo.
Inauguro questa nuova sezione del blog con molto piacere in onore di un posto meraviglioso in provincia di Viterbo.
Il tempo sembra essersi fermato, fermato tanto tempo fa…un posto per nulla moderno – finalmente – in cui i telefoni cellulari ci abbandonano quasi del tutto consentendoci di godere del posto…e che posto!

Adagiata su una collina sembra costituire un unicum con essa, basta percorrere il ponte – ricostruito nel 1962 – per entrare ed accorgersi della bellezza di un posto che viene chiamato il paese che muore. Dopo essere entrati consiglio di seguire le insegne che conducono verso antico forno, ristorante e anche B&B il cui proprietario – Franco – di sicuro riuscira` a stupirvi prendendovi per la gola con piatti tipici i cui profumi e sapori riscaldano l`ambiente ristorante la cui atmosfera e` assolutamente familiare.
Per ulteriori informazioni rimando al sito www.civitadibagnoregio.it
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Aprile 23, 2007 di openspacetk

Un film che può piacere oppure no. Un film che forse ha nelle immagini la parte migliore. Un film sulla famiglia e soprattutto su due fratelli. Un film in cui le parolacce sono d’aiuto alla storia. Un film sulla politica, quella dei colori e della violenza.
Si può dire tutto e l’opposto ma…a me è piaciuto, molto. Mi è piaciuto vedere come possa avere senso essere prima nero, poi rosso e…sempre vicino agli ultimi!
Non è detto che faccia a tutti lo stesso effetto, come detto può piacere oppure no!
Voi che ne pensate?
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Aprile 11, 2007 di openspacetk

Questo libro è da leggere.
Gela, inizi Anni Novanta. Un onesto commerciante, che ama il suo lavoro e che si sta costruendo un futuro con le sue forze, riceve i primi avvertimenti: gente strana gli gira intorno, “uno che conta” lo vuole incontrare…Poi cominciano i roghi, le minacce, la paura, lo sfinimento.
Comincia la guerra. Guerra di un uomo contro la mafia.
L’autore, Antonino Miceli, è nato a Realmonte, provincia di Agrigento, il 16 dicembre 1946. E’ morto per lo Stato e per la società il giorno 10 maggio 1996. In quella data è nato un altro uomo il cui nome non sappiamo né dobbiamo sapere.
Questo libro ci dice il perché. Una storia avvincente; un manuale di vita. Un libro che aiuta a resistere.
Mi sono limitato a riportare quanto presente sulla copertina; dalla prefazione di Tano Grasso:
…Perché il nostro è un paese di ciechi, veri e finti. C’è chi non ha occhi per vedere, la vista è mirata solo al proprio portafoglio, al proprio esclusivo interesse, “l’importante è che nessuno mi tocchi, agli altri succeda quel che deve”. Poi ci sono i ciechi falsi, quelli che vedono, e non possono non vedere, ma sono sempre strabici, gli occhi sempre altrove. …Di fronte a questa descrizione è del tutto inadeguata la consapevolezza politica. Come si fa a non capire che la questione della libertà delle imprese meridionali dalle mafie è una grande questione nazionale e come tale ha bisogno di essere affrontata? A freddo, in maniera programmatica, senza inseguire il succedersi dei clamori della cronaca. La posta in gioco è una soluzione alla questione meridionale, è la prospettiva di uno sviluppo indipendente dalla convivenza con la mafia. …
due citazioni presenti nel libro:
“Con i soldi pagati per il pizzo la mafia ha comprato i proiettili che hanno ucciso mio padre” il figlio di Libero Grassi
“Io non so dire se Nino ha pagato un prezzo più caro di quello da me stesso pagato con la perdita di mio padre” Massimo Giordano.
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Aprile 9, 2007 di openspacetk
Cosmogonia è generata nell’Utopia degli ideali.L’utopia è quella di arrivare ad una società in cui la collaborazione tra uomini prenda il posto della mera competizione; in cui gli uomini imparino a conoscersi e a confrontarsi utilizzando metriche non antagoniste.
Cosmogonia è generata nell’Utopia degli ideali.L’utopia è quella di arrivare ad una società in cui la collaborazione tra uomini prenda il posto della mera competizione; in cui gli uomini imparino a conoscersi e a confrontarsi utilizzando metriche non antagoniste.
Questa magia si compie attraverso la conoscenza, ma come anticipato dallo stesso Platone, la conoscenza da sola non basta: è vitale per l’UOMO e per la società che dalla conoscenza emerga la consapevolezza e che, come in un processo alchemico, il tutto si trasformi in Coscienza.
L’informatica è conoscenza, ma da sola non basta, ci servono strumenti in grado di trasformare l’informazione in conoscenza ed infine, essere in grado di far emergere da questa la Coscienza.
L’Open Source è lo strumento ideale: poggia le sue fondamenta sulla conoscenza e poiché alla base
dell’OpenSource c’è l’idea di aperta condivisione e di collaborazione, è sicuramente in grado di mostrare un uso etico del mezzo tecnologico.
Quello che è riuscito a compiere L’OpenSource dimostra come collaborazione e NON competizione possa produrre grandi benefici e vantaggi per la società. L’OpenSource ha dimostrato anche quando una tecnologia ha senso di esistere: quando non si limita a produrre vantaggi per il singolo, ma CONTEMPORANEAMENTE per tutta la società!
Attraverso queste direttrici nasce Cosmogonia: il progetto è quello di promuovere l’utilizzo degli strumenti informatici liberi, tramite incontri informativi ed educativi, con l’obiettivo di stimolare la curiosità e portare alla conoscenza, e poi..
Così la realizzazione del Sistema Operativo Cosmogonia-CD, diventa lo strumento tangibile di questo progetto. È infatti, attraverso Cosmogonia-CD, possibile proporre ed attuare degli incontri informativi e dei corsi di alfabetizzazione informatica che utilizzino solo ed esclusivamente strumenti aperti e liberi. Con questi mezzi è facile spiegare ed esporre nei fatti di cosa è capace la collaborazione tra gli uomini.
Cosmogonia-CD può essere utilizzato nella didattica di ogni età, al fine di rendere queste persone non solo autosufficienti in ambito informatico arrivando a stimolare il naturale desiderio di collaborazione mutua e di interazione sociale.
da www.cosmogonia.org
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Aprile 9, 2007 di openspacetk
Spazio, tempo e silenzio…il vero lusso per l’uomo moderno
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